Emilia – Egitto, andata e ritorno

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Un seggio elettorale in Egitto – foto di Zeinobia – Kodak Alfa on flickr

L’ultimo mese trascorso è stato ricco di avvenimenti per l’Egitto e per gli egiziani e anche nel nostro piccolo abbiamo qualcosa da raccontare. Ma andiamo per ordine: il 24 giugno è stato eletto presidente della repubblica Mohammed Morsi, espressione della coalizione politica dei Fratelli Musulmani (partito Libertà e Giustizia), dopo un ballottaggio che ha definitivamente voltato la prima pagina della rivoluzione, deludendo  le aspettative dei movimenti rivoluzionari.

Alcune persone di nostra conoscenza si sono sentite rappresentate da Morsi, mentre diverse altre lo hanno votato turandosi il naso, non certo per evitare un inesistente «pericolo comunista», ma per scongiurare il ritorno al vecchio regime (el filùl) rappresentato dall’ex-primo ministro Ahmed Shafiq.

Analisi e articoli si sprecano da parte di media e commentatori egiziani e non. Ma io non voglio dilungarmi su questo punto, seguite i link che vi ho riportato per  leggere qualche approfondimento. La situazione attuale mi appare piuttosto complessa per azzardare dei giudizi: in questo frangente e si rischia di perdere la bussola; ciò che conta è stare vicino ai nostri amici egiziani e dare loro supporto per quanto possibile nelle battaglie civili e politiche.

Proprio per questo voglio  raccontarvi di un pezzettino di Egitto che ho ritrovato vicino al Po: da emiliano accolto al Cairo nella primavera 2009, si tratta di un’esperienza che mi sta a cuore. Una sorta di andata e ritorno, uno scambio di esperienze che si è realizzato a distanza, tutto sommato, di soli tre anni.

Grazie alle associazioni di Reggio Emilia Ass. Ga3, Ass. Città Migrante, Emergency Reggio Emilia, Jahspora Crew che hanno organizzato la proiezione del nostro documentario il 14 Giugno al  Cinema Estivo”Arena estiva ex-Stalloni” , abbiamo potuto incontrare Aya, Walla e Samir dei “Giovani che amano l’Egitto”, un gruppo di ragazzi italo-egiziani di Reggio Emilia che ha organizzato un supporto informativo e legale per facilitare le procedure di voto dall’estero degli egiziani residenti in Italia. La loro passione è contagiosa, sapendo anche che non è facile parlare di rivoluzione a molti egiziani migranti che hanno vissuto questo cambiamento con disinformazione o diffidenza.
Ritengo la loro esperienza preziosa e interessante perchè  è una sintesi del fervore politico emiliano e dell’eredità culturale egiziana ricevuta dalle famiglie. Niente male come seconda generazione! Li salutiamo con un abbraccio e un grande in bocca al lupo!

Eccoli: