Proiezione (e gran bel dibattito) Ven 4 Maggio 2012 h20 @ Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio

R-esistenze @ Giambellino

Non siamo riusciti a scrivere prima un post sulla proiezione di stasera (assorbiti dai lavori per il Festival du Maalish), ma vogliamo raccontarvi qualcosa a posteriori, perché si è sviluppato un dibattito molto interessante ed era anche la prima volta che il nostro documentario passava alla prova di un pubblico giovanissimo, tra l’altro molto attento e sensibile.

Il Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio, una bella realtà di socializzazione in un quartiere difficile, ha organizzato un ciclo di proiezioni dal titolo R-ESISTENZE, per approfondire e discutere le iniziative di resistenza, le motivazioni, l’esperienza delle persone che partecipano alle rivoluzioni. Il nostro documentario concludeva la rassegna, e abbiamo proposto anche la proiezione di Aya 25 di Ossama El Meligy, nostro amico egiziano regista e sceneggiatore; Aya 25 è una fiction di 15′ ambientata nel pieno della rivoluzione egiziana.

Assieme a Hayman, Luca, Dario, Nico, Mohamed, Mina, Annalisa, Susanna, Lara, Bangi e tutti gli altri intervenuti, si è aperto un confronto sulle difficoltà che sta incontrando la rivoluzione egiziana, con alcuni paralleli  rispetto alle tante aspettative deluse in tema di diritti e uguaglianza che anche l’Italia si porta dietro fin dalla liberazione dal fascismo.
Ai dubbi sul come fare sì che le lotte importanti restino efficaci nel tempo, si è intrecciato il tema della cultura e del suo uso consapevole e sociale, evidenziano talvolta dei paradossi: Hayman fa notare come spesso, in Egitto, persone poco scolarizzate conservino una visione politica lucidissima e acutissima; nell’Italia attuale, nonostante la diffusione della cultura e i mezzi di condivisione di massa, prevale la difficoltà di agire, di coinvolgere tante persone nell’attività politica.

Si è discusso anche del fatto che i processi democratici richiedano tempo, basandosi sulla partecipazione e la presa di coscienza di tanti (soprattutto di quelli che se ne stanno zitti a casa, la maggioranza silenziosa o il “partito del divano” come dicono gli egiziani). Hayman spiega che c’è una forte controrivoluzione: un tentativo organizzato di far naufragare la rivoluzione, che passa da episodi di “strategia della tensione” come il massacro allo stadio di Port Said, e prima ancora gli scontri di via Mustafa Mahmoud, del Maspero e diversi altri avvenuti a cavallo del 2011-2012.

Nonostante il quadro difficile che è uscito dalla serata, osservando in modo duplice la realtà egiziana e quella italiana, continuiamo a toccare con mano questo:  tessere relazioni, propagare le buone idee, non trincerarsi dietro punti di vista diversi, fare rete realmente e non solo virtualmente è un punto di partenza imprescindibile e anche molto piacevole. E stasera è stato proprio così, ci auguriamo di stare in contatto e  lavorare ancora insieme!